Rose di carta di Arianna Bonati
- Sara

- 7 giu 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 14 giu 2025
Titolo: Rose di carta
Autrice: Arianna Bonati
CE: Triskell edizioni
Data d’uscita: 10 giugno 2025
Genere: contemporary-office romance
Trope: emotional scars, disability, sunshine FMC, grumpy MMC
Trama
In una piovosa città italiana due ragazzi alla ricerca del proprio posto nel mondo si incontrano in ascensore.È il primo giorno di lavoro di Noemi, una giovane artista talentuosa. Determinata a sfidare le avversità dopo un tragico incidente che l’ha costretta su una sedia a rotelle, per compiacere la madre e dimostrarle la propria indipendenza, ha deciso di accettare uno stage in una grande azienda, senza però rinunciare al sogno di divenire una fumettista.
Gabriele è il suo nuovo supervisore: un ingegnere informatico dall’anima introversa e gentile, invischiato da anni in un amore non corrisposto per un’amica d'infanzia. La recente promozione non l’ha motivato come avrebbe dovuto ed amici e familiari non sanno più come aiutarlo.Nonostante le enormi differenze caratteriali, Noemi inizia a ritrarre Gabriele nel suo diario e il ragazzo, incrociando il suo sguardo vivace, è costretto a rivedere le convinzioni che aveva sull’amore.L’attrazione particolare che li unisce non può essere infranta, potrebbe anzi essere un tassello mancante nei loro sogni.
Recensione
Un parere a caldo, veloce, così sul momento, sarebbe: la protagonista ha una disabilità, il protagonista prova un amore non corrisposto per la sua BFF, è stressato e stacanovista, arrabbiato col mondo e ha tanto, ma tanto la vena drammatica alla Jacopo Ortis, SPOILER subiva abusi, SPOILER ha un disturbo alimentare, per non parlare del resto della famiglia, e c’è pure un lutto (off page)… più che leggere un romanzo, ho visto una puntata di Grey’s Anatomy.
*sospiro* posso immaginare le vostre facce, perciò rimedio dicendovi che è un 4⭐ (le stelline rassicurano tutti, anche la sottoscritta), scritto bene, con personaggi veri e autentici, succede un po’ di tutto, intrattiene, LO CONSIGLIO!
Ma… più andavo avanti con la lettura, più capivo che forse non dovevo accettare questa #collab per la quale ringrazio tantissimo l'autrice che mi ha scelto tra i mille commenti, gliene sono grata e le faccio tanti, tanti e sinceri complimenti per un romanzo che spacca, davvero, ma adatto a un pubblico di cui non faccio parte.
STILE: lo stile dell’autrice si conferma semplice, a tratti, ma anche estroso, ricco di ghirigori, quasi poetico, che a me ha convinto poco e spesso queste descrizioni favolistiche, come quando entrambi i protagonisti si perdono nei pensieri, mi hanno annoiato.
CURA del TESTO: è presente, editing ecc. tutto ben curato
AMBIENTAZIONE SPAZIO-TEMPO: la storia si svolge in luoghi diversi, ho apprezzato la diversificazione e le descrizioni delle ambientazioni, sia esterne che interne.
TRAMA: una storia davvero pesante, profonda, complessa. Tratta tematiche importanti come disabilità, disturbi alimentari, problemi familiari, anche psicologici (quel non stare bene che colpisce tutti, ormai) e vi0lenza con rispetto e sensibilità e l’ho apprezzato molto.
Ma per l’ennesima volta, ultimamente, mi ritrovo a pensare: non ho più l’età, sono fuori target, raga, penso anche di essere diventata stupida all’improvviso, perché come con Il custode delle favole, dipinto come dolce e romantico e addirittura piccante, qui mi aspettavo una storia più leggera.
Sì, mi è capitato di sorridere, Noemi è una forza, fa ironia sulla sua condizione, ci sono gli amici di lui che divertono, però poi arrivano le scene con SPOILER, i messaggi di SPOILER, le pare mentali di Lele, i genitori, le situazioni familiari… insomma, sweet & funny proprio no
PERSONAGGI: Noemi è l’eroina che tutti vorremmo vedere sul grande schermo e nei romanzi: una Jo March, Elisabeth, *aggiungete strong female characters davvero b4dass* dei nostri tempi che in barba agli stereotipi è fiera della sua condizione, non la vede come limitante, non lo è, è… per me è una donna “normale”, invece poi arrivano le scene con Lele e improvvisamente tutta la spavalderia sparisce, però non in camera da letto, dove, secondo me, una persona non dovrebbe essere più vulnerabile, soprattutto a mostrare le cicatrici, le limitazioni in una situazione così… dinamica?
Non so, non sono riuscita a inquadrarla, mi ha confuso, e che dire di Lele? Ho davvero apprezzato la sua scelta nell’epilogo, liberando Teo dal suo fardello vocale, perché l’unica caratteristica che mi è rimasta di lui è il suo essere così lamentino, titubante e va bene, lo posso capire, ma non fino in fondo.
I personaggi secondari… troppi. Perdonatemi, non è una critica all’autrice, davvero, sono io che non reggo più i libri pieni di personaggi che magari vengono solo nominati. Non ce la faccio a starci dietro, in generale e qui, dove alcuni sono solo accennati e, a parte un paio, gli altri sono facilmente dimenticabili.
COINVOLGIMENTO: c’è stato, le scene tra Noemi e Lele sono dolci, passionali, carine, ma sembravo più una mamma orgogliosa che guarda il figlio andare finalmente al ballo con una ragazza, piuttosto che la solita Sara lettrice con gli occhi a cuoricino a sospirare ogni due per tre.
Troppe variabili, troppe “cose importanti” messe tutte insieme, situazioni personali e familiari così simili a contatto… mah, forse mi sbaglio e il detto “chi si somiglia, si piglia” in questo caso ha ragione, perché Noemi, Lele ecc. potrebbero fondare un club.
MESSAGGIO: ce ne sono tanti, arrivano forti e chiari, è una storia di rinascita, rivincita, liberazione, accettazione, ma anche tanta normalità; la storia d’amore c’è, è bella, è un #officeromance e già per questo prende punti.
Se vi piace il genere, leggetelo!
Fatemi sapere cosa ne pensate, se lo avete letto, visto che è andato in anteprima al #salto25 e forse sono rimasta una delle poche a postare.
Sara







Commenti